Oggi voglio parlarti di un piccolo capolavoro iconico e narrativo: Nel paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak.
Ci ho messo un po’ a reperirlo (sai che acquisto solo cartaceo usato), ma alla fine, quando mi ero decisa a farmi un regalino, l’ho trovato proprio a metà prezzo.
L’usato che ho ricevuto è praticamente nuovo, come puoi vedere dalle foto, quindi è perfetto.

Ma veniamo all’albo pubblicato da Adelphi.
Nel paese dei mostri selvaggi: le caratteristiche.
Si tratta di un libro piuttosto grande, dalla copertina cartonata, e sviluppato in orizzontale, una strategia narrativa perfetta per la successione cronologica degli eventi.
La storia si sviluppa inizialmente su due pagine ben diverse fra loro. A sinistra troviamo la pagina bianca con la frase scritta e a destra le illustrazioni.
Questo dato è fondamentale per capire come poi Sendak sviluppa tutto il resto, utilizzando lo spazio della pagina per alzare la tensione.
Le illustrazioni, d’altro canto, sono molto diverse da quelle che ci aspetteremmo in un albo per l’infanzia.
Questo, infatti, non è un libro per la fascia 0-3, ma per lettori e lettrici ben più grandi.
Il tratto non è marcato come quello di Iela Mari ne La mela e la farfalla che abbiamo visto la settimana scorsa. Anche se è ben deciso, Sendak ne fa un utilizzo diverso, che crea una straordinaria tridimensionalità e offre vivacità alle figure.
I mostri, infatti, risultano grandi, molto espressivi e continuamente in movimento.
Proprio questo tratto, unito al particolare uso dello spazio della pagina, fa della storia un’esperienza da vivere, più che di una narrazione da leggere.






Il protagonista della vicenda è Max, un piccolo combinaguai messo in castigo dalla mamma per l’ennesima marachella.
Max viene mandato a letto senza cena… e qui inizia la sua avventura nel Paese dei mostri selvaggi!
Ma Il paese dei mostri selvaggi non è spaventoso come si può pensare. Al contrario, è un mondo divertente, di cui Max diventa perfino il re!



Mano a mano che ci si avvicina al climax della storia, le illustrazioni prendono spazio sulla carta, allargandosi alla pagina di sinistra e, infine, occupano ogni centimetro disponibile.
Perché Max, dopo essere stato spedito in punizione, viene “premiato” dalla fantasia con un’avventura così straordinaria?
Questo è quello che si chiederebbe un adulto, anche un po’ moralista.
La verità è che, in Nel paese dei mostri selvaggi, Sendak non vuole fare la morale a nessuno, né insegnare qualcosa ai piccoli destinatari delle sue storie.
Questo albo ormai storico pubblicato oggi da Adelphi è solo un’avventura. Un mondo in cui incontrare i mostri e fare amicizia con loro, ballare con loro, diventarne il re.



Leggere questo albo dimostra che non c’è giusto o sbagliato, né un vero senso da cercare ogni volta. In ogni libro, che sia destinato all’infanzia o al pubblico adulto, ciò che conta è la quantità di domande che riusciamo a porci a ogni lettura.
Lo dico sempre, e continuerò a ripeterlo: i migliori libri non solo quelli in cui troviamo le risposte, ma quelli che ci aiutano a porci nuove domande.
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