Il piccolo Nicolas – Goscinny e Sempé

Questa sarà una recensione inaspettata, almeno per chi mi conosce. Ho deciso di parlare finalmente del Piccolo Nicolas.

Ci ho dovuto riflettere molto, perché la mia parte pacifista e sempre in difesa delle vittime di bullismo ha avuto difficoltà a digerire questa storia, e soprattutto il fatto di averla trovata esilarante.

Ho dovuto lavorare su me stessa più del solito, per spogliarmi della mia etica (e un po’ della mia morale), considerando prima di tutto che questo romanzo per ragazzi è, come tanti altri, invecchiato un po’ male, ma, se letto all’età giusta, può essere ancora molto godibile.

piccolo Nicolas

Il piccolo Nicolas – la storia

Nicolas è un bambino di 8 anni che ne combina di tutti i colori.

Scalmanato come i suoi amici, si trova spesso a vivere situazioni molto vicine a quelle di Gian Burrasca, con la differenza (sostanziale) che in questo caso ci sono molte più risse e scazzottate.

Quello che colpisce, però, è che non c’è mai rancore, né cattiveria in ciò che accade.

Il piccolo Nicolas. Amici e “nemici” – L’unico che, poverino, deve subire tutte le angherie del gruppetto di amici (Nicolas e gli altri) è Agnan, che però, c’è da ammetterlo, è piuttosto piagnucoloso.

Ma quando Nicolas va a giocare a casa di Agnan, obbligato da sua madre, scopre una realtà ben diversa. Per quanto severo e ligio alle regole, Agnan è di fatto un ragazzino piacevole, come tutti gli altri, vessato dalle regole di una madre iperprotettiva.

La dissavventura del piccolo Nicolas – In ultimo, la vicenda delle rose che Nicolas vuole regalare alla sua mamma. Qui assistiamo alla disavventura del protagonista che, per una volta, fa qualcosa di gentile. Il mazzo, però, durante il tragitto, incontrerà degli ostacoli e verrà ridotto a una sola rosa spelacchiata.

Sempre più rimproverato dagli adulti, Il piccolo Nicolas è proprio un moderno Gian Burrasca, figlio dei suoi temp, sì, ma irriverente e (quasi) innocentemente dissacrante.

Il risultato è una storia dalla voce infantile tradotta alla perfezione e una serie di scene esilaranti. Quindi, alla fine dei conti, promuovo questo romanzo, dopo essermi “spogliata” della mia educazione e della mia maturità emotiva, perché, sempre alla fine dei conti, all’età di 9 anni si è perfettamente capaci di distinguere tra il bene e il male.

E tu?

Hai letto questo romanzo? Cosa ne pensi?

Sei un insegnante e vuoi imparare a lavorare con gli albi nelle tue classi? Oppure ai tuoi figli e alle tue figlie piacciono molto le storie prima di dormire?

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