Se leggi la mia newsletter su Substack, sai bene di quale albo sto parlando. La maschera di Solotareff è uno dei miei preferiti, fra quelli per le prime fasce d’età.
E quando parlare di questo albo per affrontare la paura se non a ridosso di Halloween?

Un libro pubblicato da Babalibri che, nella sua edizione originale, prevedeva anche una maschera nascosta in una tasca della copertina.
Questo perché tutto, in questa storia, ruota attorno al confronto con la paura e con le conseguenze di “diventare paura”.
La maschera. La storia
Il lupo affamato gira per le strade della città, incontra due bambini (Lila e Ulisse) e se li mangia. Per la foga, però, non li mastica, quindi i bambini sono vivi nella sua pancia e, dopo aver chiamato aiuto e non aver ottenuto risposta, cominciano a scalpitare, fino al punto da far sentire male il lupo. I due bambini, quindi, escono dalla bocca dell’animale. Decidono, poi, di diventare la paura stessa, indossando il mantello e la maschera del lupo.
Spaventano tutta la città, gli adulti scappano in casa, mentre i due bambini passeggiano semplicemente. A questo punto, Lila abbandona il gioco della paura e se ne torna a casa, mentre Ulisse resta ancora un po’. Quando al mattino tornerà a casa, troverà Lola ad aspettarlo. Senza giudizio.






La maschera. L’importanza delle immagini – Come ogni grande albo che si rispetti, fra queste pagine non troviamo solo una storia scritta con le parole, ma una grande narrazione mostrata con le immagini. Il tratto di Solotareff è marcato, pesante, solido. Le figure si stagliano su uno sfondo azzurro o arancio, fino al rosso e al giallo. La forza dei colori, quindi, valorizza il racconto potenziando l’espressività dei personaggi e rimarcando le emozioni pagina dopo pagina.

Nelle ultime due pagine troviamo l’esplosione del colore giallo/arancio, che abbraccia i due personaggi. Lila e Ulisse, fratello e sorella, qui si ritrovano di nuovo vulnerabili, ma la paura ha lasciato una nuova consapevolezza.
La maschera. Conclusioni – Io credo che questo albo, con tutti gli altri che ti ho mostrato fino a ora, sia la rappresentazione del concetto alla base di un buon libro illustrato: la combinazione perfetta tra immagini e parole. Senza il testo, forse non andremmo così a fondo nel messaggio; senza le immagini, forse il testo risulterebbe didascalico e quasi moraleggiante.
Consiglio questo albo a chiunque abbia a che fare con bambini e bambine schiacciati dalla paura, che sia del buio o di qualsiasi altro contesto, elemento, essere.
Conoscevi questo libro? Lo hai mai usato con i più piccoli?
Sei un insegnante e vuoi imparare a lavorare con gli albi nelle tue classi? Oppure ai tuoi figli e alle tue figlie piacciono molto le storie prima di dormire?
Ho un corso speciale proprio per te, dedicato alle fiabe e alla letteratura per l’infanzia.
Dai un’occhiata a questa pagina e, se hai bisogno di altre info, scrivimi a carol@imestieridelleparole.it!