Un ponte di libri, la vita straordinaria di Jella Lepman

Se segui questo blog, mi segui anche sui social, e sai anche che pochi giorni fa ho annunciato una pausa di queso spazio per qualche tempo. Ma ho deciso di fare un ultimo sforzo, nonostante siano giorni incandescenti. Dopo La storia del Toro Ferdinando, ho deciso di dedicare un ultimo articolo a una vicenda che ha fatto la storia: l’iniziativa di Jella Lepman raccontata nella sua autobiografia “Un ponte di libri”, pubblicato da Sinnos editrice.

Un ponte di libri

Un ponte di libri e la Storia del Toro Ferdinando – Ho ripensato a questo libro grazie alle ricerche fatte la settimana scorsa proprio in merito alla storia di Munro Leaf e alle sue varie peripezie durante la Seconda Guerra Mondiale.

E non ho pensato subito a Jella Lepman solo perché questo libro è stato protagonista di una sorpresa unica nel suo genere per i bambini tedeschi in occasione del Natale, ma perché mi è sembrato subito contenere in sé il vero valore dell’attività di questa giornalista staordinaria.

La storia del Toro Ferdinando, infatti, dopo essere stato vietato in Spagna e bruciato nei roghi nazisti, torna fra le mani dei bambini dopo una folle notte di stampe. 30.000 copie poi distribuite ai bambini tedeschi a pochi giorni dal Natale.
È proprio la voce di Jella Lepman a raccontare questa iniziativa, in risposta alle richieste dei bambini di Berlino di avere un libro per sé.

Un ponte di libri. Non un libro per bambini

Questa traduzione della sua autobiografia non è solo la storia di una vita per i libri e per i bambini, ma anche il racconto di un’epoca da un punto di vista nuovo, quello della ricostruzione dell’infazia, attraverso i valori dell’incontro fra popoli, del dialogo, della pace.

Ho atteso a lungo di scovare questo libro usato, ma poi mi sono chiesta: chi darebbe via uno scrigno come questo?

Un ponte di libri. I libri come testimonianza. – Le pagine di Jella Lempan raccontano determinazione, coraggio, ma anche una storia di volontà condivisa. La cooperazione internazionale stimolata da delle semplici lettere, la collaborazione dell’esercito americano, il sostegno di Eleonor Roosevelt, i disegni dei bambini di tutto il mondo per i bambini della Germania distrutta.

Un ponte di libri – Conclusioni

Questo articolo forse risulterà più personale delle altre, perché l’ironia di Jella Lepman si incontra con le parole e i gesti struggenti dei bambini, e io sono stata più volte sull’orlo del pianto disperato.

Un ponte di libri. Cosa c’era e cosa manca oggi – Dopo aver letto questo scrigno, pensando all’intuito e alla determinazione di Jella Lepman, considerando i chilometri che bambini e adulti hanno fatto all’epoca per visitare la Mostra Internazionale di Libri per Bambini e Ragazzi, dopo aver assistito al racconto di una comunità mondiale pronta a cooperare per i più piccoli, mi dico che, in un mondo in cui sembriamo avere tutto, forse ci manca quello che allora era rimasto: la voglia di sognare un mondo migliore.

Con questo articolo si chiude il viaggio nella letteratura per l’infanzia. Non so quando riprenderanno le pubblicazioni e non so in che forma proporrò nuovi approfondimenti sulla Letteratura per l’infanzia. Per ora so che è stato un bel viaggio e che ne vado molto fiera, ma anche che c’è ancora molta molta strada da percorrere insieme.

Un abbraccio e a presto,

Carol

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