Il toro Ferdinando

Un articolo diverso dal solito, perché oggi, per parlare del Toro Ferdinando, sarà necessario entrare nella Storia del Novecento.

La vicenda del toro Fedinando destò così tanto scalpore da essere perfino censurata nella Spagna di Franco e bruciata nei roghi dei libri dei tedeschi di Hitler.

E perché mai?

Perché questo libriccino speciale non è una semplice storia per bambini, ma un inno al pacifismo, nonché all’unicità di ognuno di noi, entrambi concetti che non erano poi molto graditi all’epoca.

Il toro Ferdinando. La storia

Ma qual è la storia del toro Ferdinando? E chi è questo personaggio così criticato?

In realtà, solo i totalitarismi del Novecento europeo che ci hanno portato dritti alla Seconda Guerra Mondiale potevano trovare del “marcio” in un racconto del genere.

Ferdinando è un toro speciale, perché, a differenza degli altri, non ha alcun interesse a combattere o a partecipare alla Corrida.

Se ne resta sempre in disparte, a godere del profumo dei fiori.

Ma quando “cinque uomini con dei cappelli molto buffi” visitano l’allevamento, mentre tutti gli altri mettono in mostra la loro aggressività e Ferdinando se ne sta sotto la sua quercia preferita, un “bombo” lo punge e il toro scatta.

Agli uomini sembrò perfetto per la corrida e lo portano con loro.

E ora arriva il bello, perché, nonostante tutti gli sforzi dei banderilleros e dei picadores, Ferdinando non fa altro che sedersi al centro dell’arena ad annusare i fiori nei cappelli delle belle signore.

Che toro, Ferdinando!

Il toro Ferdinando. Il libro

Questa storia non è solo un racconto per l’infanzia, ma un “pericoloso stimolatore di coscienze”. Se ha fatto così tanta paura nella sua epoca, tanto da attendere la morte di Franco in Spagna e la fine della Seconda Guerra Mondiale in Germania per tornare nelle mani dei più piccoli, vuol dire solo una cosa: la letteratura per l’infanzia non è solo questione di storielle.

Perché l’educazione è parte integrante dell’identità di una società ed è la prima che viene passata al setaccio per il controllo delle menti.

Quanto sarebbe stato deleterio per gli intenti di Franco e Hitler spegnere gli animi vuolenti? Quante menti avrebbe risvegliato dal torpore una storia che parla di unicità e diversità?

Dai posteri arriva l’ardua sentenza: un libro talmente amato, così tanto venduto da diventare perfino un film d’animazione (Ferdinand).

Insomma, il toro Ferdinando non è solo un libriccino, ma un pozzo inesauribile di riflessioni.

Consiglio di leggerlo in classe, per parlare di non-violenza e di diversità, anche se io preferisco sempre usare il termine “unicità”, perché in fondo essere diverso include sempre un esemplare da cui differenziarsi e, citando un famoso film italiano, la domanda diventa: diverso da chi?

Un abbraccio,

Carol

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Buona lettura,

Carol

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